Domani 17-12 si terrà il Consiglio di Facoltà e all’ordine del giorno c’è la questione degli esami in inglese, che la facoltà vorrebbe aumentare in numero per andare incontro ad una maggiore internazionalizzazione dell’ateneo e della stessa ingegneria. La decisione inizialmente era quella di inserire nei regolamenti didattici dei vari corsi di laurea la frase “gli insegnamenti possono essere erogati in lingua inglese”.
Subito non siamo stati soddisfatti di una simile frase in quanto, in assenza di ulteriori precisazioni, garanzie e modalità di svolgimento dei corsi, si sarebbe lasciata carta bianca ai singoli consigli di corso e il rischio di pasticci all’italiana sarebbe stato alto. Abbiamo quindi incontrato il preside, che è stato molto disponibile a ricevere le nostre osservazioni, ma ora tutto è delegato al consiglio di facoltà.
Le nostre idee sono:
-siamo i primi a vedere di buon occhio corsi in inglese, sono una grande opportunità, siamo in Europa e qualsiasi discorso che voglia rimanere all’italiano per principio è perdente. Vogliamo però che le cose siano fatte bene (non all’italiana direi), prevenendo i problemi e decidendo delle regole chiare fin da subito;
-quello che vogliamo è una discussione approfondita, già “promessa” dal preside, al momento pensiamo che:
-siamo contrari ai corsi di base solo in inglese, che siano alla triennale o alla magistrale. Sdoppiare in ita/ingl sarebbe difficile perché non ci sono i mezzi umani, di aule, finanziari per farlo, come accennato anche dal preside. Prevedere per il momento solo dei facoltativi aiuterebbe a verificare la sperimentazione del tutto, ad ottimizzare le risorse perché i facoltativi possono essere trasversali a più corsi di laurea e per questo anche evitare problemi di numeri scarsi;
-per i facoltativi, è complesso introdurli anche alla triennale perché non ci sono corsi adeguati di inglese (il livello B1, già richiesto, non basta), ma se ne può discutere se i corsi venissero offerti (di nuovo: l’inglese non può essere un’ulteriore “tassa” per gli studenti, dev’essere un’opportunità in più, SCELTA DALLO STUDENTE, con garanzie perché sia una cosa fatta bene);
-vogliamo una certificazione almeno B2 per i docenti che vogliono fare il corso in inglese (ma potrebbe essere poco anche questa, per come la vediamo noi, visto che stiamo parlando di corsi di livello universitario, il C1 non sarebbe una pretesa eccessiva;
-vogliamo corsi DI inglese di livello B2 offerti a tutti gli studenti della magistrale;
-anche se il corso è in inglese, l’esame bisogna poterlo fare in italiano.
Domani si vedrà quale sarà la risposta. Se nel frattempo avete ulteriori dubbi, proposte, commenti da fare scrivete pure!
I vostri rappresentanti.